Medaglioni di conoscenza della Beata Eustochio

05 – La Beata Eustochio, la devozione per S. Luca Evangelista e il rapporto con la città di Padova

(a cura della Postulazione – G. Alchini)

La tomba con le spoglie mortali dell’Evangelista San Luca, morto in tarda età ed inizialmente sepolto a Tebe, con ogni probabilità sono state trovate a Costantinopoli dove si segnalavano nel IV secolo, quindi giunte a Venezia e di là trasferite a Padova nell’VIII secolo. Un tempo, poi, l’insigne reliquia dell’Evangelista viene deposta nella Cappella intitolata a lui, oggi “Cornaro”, nella Basilica Abbaziale di Santa Giustina sempre a Padova. È in questo luogo che, sul finire del XV secolo, una giovane monaca, tal Suor Eustochio del monastero di S. Prosdocimo in città, è andata spesso a pregare e a meditare per riuscire, secondo le testimonianze dell’epoca, a superare le grandi sofferenze e le innumerevoli difficoltà che la vita le ha presentato.

Ha trovato grande conforto nell’onorare chi aveva raccolto e riportato alla luce le notizie e il messaggio di Gesù in uno dei quattro Vangeli, e che aveva forse dipinto per primo il volto di Maria; quel Luca che aveva, nei suoi scritti, manifestato sempre grande rispetto per la donna.

Pregando sulla tomba dell’Evangelista San Luca, Eustochio consolava ed esortava di continuo gli abitanti della città di Padova, affinché si rendessero conto di quale grande dono avevano ricevuto, e di quanto poco in realtà ricorrevano a questo grande santo (cosa che avviene anche oggi), che aiutava particolarmente quando la salute fisica si indeboliva (non a caso anche oggi è ricordato come il santo patrono dei medici), ma anche nelle prove spirituali e nel dubbio.

Sia il biografo Saligario, che il padre gesuita Cordara, come pure altri che ne hanno riportato la devozione, riportano all’attenzione questo appello di Eustochio, rivolto con grande fervore ai cittadini di Padova, città e ambiente entro il quale si sentiva legata e in cui era molto amata.

Il rapporto tra Eustochio e la sua città, si rivela evidente anche in questo caso in modo davvero costante, partecipe e consapevole, quasi che questa suora così innocente ritenesse di voler far parte della sua storia quotidiana la devozione verso l’Evangelista della misericordia, nei momenti sereni tanto quanto in quelli bui.

Rimane quindi sempre più forte e sempre nuovo, oserei dire anche sempre attuale, il richiamo della futura Beata Eustochio; un richiamo particolare anche per l’oggi della storia, nella quale i gravi problemi che attraversiamo, in ambito sanitario quanto poi in riferimento agli eventi gravi e distruttivi, a cui stiamo assistendo.

Pensiamo a questa giovane monaca in preghiera davanti alla tomba di San Luca, e meditiamone il messaggio.